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	<title>Ossari&#039;s Blog &#187; il programma</title>
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		<title>PER UNA NUOVA SEGRETERIA PROVINCIALE</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 13:40:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ossari</dc:creator>
				<category><![CDATA[il programma]]></category>

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		<description><![CDATA[Le elezioni regionali e la “crisi” del partito L’appuntamento per il rinnovo alla Segreteria provinciale del Partito Democratico avviene all’indomani di una tornata elettorale importante, quella delle elezioni regionali, che qui ha evidenziato il netto predominio della Lega e, in maniera ancora più preoccupante, ha portato al peggior risultato mai ottenuto, in Veneto, dal nostro [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ossari.wordpress.com&#038;blog=14214394&#038;post=1&#038;subd=ossari&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size:medium;"><strong>Le elezioni regionali e la “crisi” del partito</strong></span></p>
<p><span style="font-size:medium;">L’appuntamento per il rinnovo alla Segreteria provinciale del Partito Democratico avviene all’indomani di una tornata elettorale importante, quella delle elezioni regionali, che qui ha evidenziato il netto predominio della Lega e, in maniera ancora più preoccupante, ha portato al peggior risultato mai ottenuto, in Veneto, dal nostro partito e più in generale dal centrosinistra.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">E’ evidente che il problema del calo dei votanti e, soprattutto, la diminuzione dei consensi raccolti dal PD in tutte le regioni italiane,  rappresentano una debolezza di fondo per un partito che non riesce ad essere percepito come vera alternativa al centrodestra, che ormai regge buona parte delle amministrazioni locali, oltre al Governo nazionale.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;"><em>Quindi, in uno scenario difficile come quello attuale, con che spirito, ma soprattutto con quali proposte ci prepariamo ad affrontare le sfide del futuro? </em></span></p>
<p><span style="font-size:medium;"><strong>Le ragioni e il cammino</strong></span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Per cercare di dare una risposta a tale quesito è necessario partire dalle ragioni che hanno portato alla nascita di questo partito, quelle che, anche in un recente passato,  hanno “scaldato i cuori” di tante persone.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Bisogna quindi ripercorrere quel cammino che, insieme, abbiamo intrapreso inizialmente sotto la bandiera dell’Ulivo e successivamente dentro un unico grande partito, grazie al quale sono nati, in tanti italiani, la passione e l’impegno per una inedita stagione.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Tra le forze politiche presenti nello scenario italiano,  il Partito Democratico è l’unica che si è dotata di regole trasparenti ed ha scelto la propria classe dirigente attraverso le “primarie”.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Questo ha impegnato, coinvolto ed entusiasmato milioni di persone, che hanno deciso di essere, in diverse occasioni, protagonisti  di una fase di mutamento.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Il recupero di quello spirito innovatore e riformista che ha segnato le tappe del percorso del Partito Democratico è elemento essenziale per ritrovare adeguate energie e guardare con entusiasmo e fiducia al futuro.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Appare tuttavia chiaro che un punto di partenza imprescindibile è quello del confronto aperto con alcuni nodi irrisolti della nostra situazione di partito.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Ad esempio, quale atteggiamento e iniziativa assumere rispetto:</span></p>
<ul>
<li><span style="font-size:medium;">alla 	non identità del partito, alle nostre proposte talora 	incerte, poco immediate, contraddittorie o sommesse, al rapporto 	elitario e un po’ supponente che teniamo con i cittadini;</span></li>
<li><span style="font-size:medium;">alla 	nostra presunzione di avere ragione nei tempi medio-lunghi perché 	saremmo più lungimiranti nell’ottica politica e nelle 	proposte di governo; </span></li>
<li><span style="font-size:medium;">ad 	alcuni leader non più adeguati e a un sostanziale nostro 	mancato rinnovamento; alla ricercata soddisfazione di creare 	distinzioni e divisioni interne, alle ambivalenze di molte nostre 	proposte;</span></li>
<li><span style="font-size:medium;">all’incapacità 	di condividere una dimensione popolare dell’essere soggetto 	politico;</span></li>
<li><span style="font-size:medium;">alle 	difficoltà di comunicare o più semplicemente di farsi 	capire, di trasmettere idee e proposte.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-size:medium;"><strong>L’egoismo</strong></span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Non ci sono formule magiche in grado di cambiare in poco tempo un modo di pensare e di scegliere che, purtroppo e sempre più, si sta insinuando nella nostra società.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">I messaggi che quotidianamente giungono (anche attraverso i mezzi di comunicazione), il loro stile e  contenuto sono costruiti per formare una società sempre più rivolta ai “miti del successo e del potere”, mentre abbandonano qualsiasi modello basato su valori come la solidarietà, la valorizzazione della persona, la convivenza civile, la legalità, l’onestà, la coerenza, “l’essere sull’apparire”.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">In altre parole assistiamo (e già questo è un limite) all’affermarsi di una società e di una cultura che tende a far diventare le persone sempre più “egoiste” e delinea modelli di sviluppo e benessere, a lungo andare, non sostenibili.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;"><strong>Un’alternanza essenziale </strong></span></p>
<p><span style="font-size:medium;">E’ evidente che in un quadro di questo tipo, il ruolo di un Partito come il nostro, portatore di altri ideali, diventa essenziale per cercare di proporre e realizzare una società più giusta ed equa, capace di guardare al futuro con serenità e  lungimiranza.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Tale atteggiamento deve tuttavia uscire dal vicolo cieco dell’autoreferenzialità e della supponenza, per diventare prassi di testimonianza e condivisione, nella convinzione tuttavia che una forza politica debba andare ben oltre il semplice esercizio della testimonianza stessa.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;"><strong>La proposta e il consenso</strong></span></p>
<p><span style="font-size:medium;">In tema di alternanza al modello culturale e politico che si va affermando (e di cui il centrodestra, ma più in generale ampi strati di società, sono portatori) occorre intensificare due momenti decisivi dell’agire politico:</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">1) promuovere una elaborazione culturale e politica “alternativa” a quella dominante.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">E’ un lavoro importante, che spetta essenzialmente alla classe dirigente, in un rapporto di conoscenza e reciprocità con le articolazioni del partito, i propri elettori e con il più generale contesto dei cittadini. </span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Occorre quindi chiederci quali sono i luoghi e le modalità, dove e  attraverso i quali tale processo viene promosso e realizzato.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Brutalmente la domanda potrebbe essere così posta: dove e come si pensa nel nostro Partito?</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Dove e quando si ascolta, si cerca una sintesi tra posizioni diverse, non soltanto nell’ambito del partito stesso, ma più in generale nel confronto dialogico con la società? </span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Rispondere a tali quesiti, soprattutto in termini di gesti concreti, è altrettanto importante che porseli.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">La futura segreteria dovrà quindi avviare una “processo di pensiero” a corso continuo, in grado di dare un’alternativa culturale e politica a situazioni e problemi. Un esercizio che non dovrà svolgere da sola, ma attivando tutti quegli spazi e quei tempi necessari a permettere da una parte, l&#8217;individuazione e la ponderazione delle criticità, e dall&#8217;altra i possibili interventi da attuare  attraverso un confronto tra le diverse aree del mondo sociale (con particolare riferimento ad alcuni ambiti particolarmente attenti a tali tematiche, dall’associazionismo al volontariato, dal mondo della cultura a quello della comunicazione);</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">2) attivare tutte le modalità comunicative in grado di trasformare la proposta culturale e politica in consenso.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">E’ questo l’agire proprio di un partito che voglia uscire dalle ristrettezze dell’“opinione” o della testimonianza, per assumere un ruolo di presenza e governo.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Per fare ciò, però, è necessario ripartire da dove avevamo iniziato, cioè dai cittadini e dalle tante persone che hanno creduto in un progetto, in un sogno: quello di poter avere un’Italia diversa e migliore di quella in cui oggi viviamo.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">A monte la convinzione che anche qui, a Padova,  vi siano tutte le potenzialità per un recupero di interesse da parte dei cittadini attraverso un attento lavoro che si dovrà svolgere a livello sia provinciale che locale, passando per una forte azione di   elaborazione, coordinamento  e indirizzo che dovrà essere a carico dalle strutture provinciali.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;"><strong>Il partito e il territorio</strong></span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Chi nei prossimi anni avrà la responsabilità di guidare il nostro partito provinciale non potrà che partire dal territorio e in particolare dai circoli, ridefinendo il ruolo e il rapporto tra le varie articolazioni (regionale, provinciale, circoli).</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">In concreto andrà attivata, perseguita e resa vitale una dialettica politicamente creativa tra governo del partito (organi provinciali) e riferimenti territoriali  (circoli e zone).</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">In questo ambito al “livello provinciale” spettano due compiti decisivi:</span></p>
<ul>
<li><span style="font-size:medium;">elaborare 	la “visione” della società padovana, naturalmente non in 	maniera verticistica, centralistica,  autoritaria, ma in un circolo 	virtuoso, dialetticamente costruttivo con i cittadini, l’opinione 	pubblica, i riferimenti “di base” del partito (circoli).</span></li>
<li><span style="font-size:medium;">creare 	cultura  (non solo pensiero) su tale visione. </span></li>
</ul>
<p><span style="font-size:medium;">Ai circoli e alle zone  il compito di declinare la visione e la cultura nel locale.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Per questo, il Partito dovrebbe anche caratterizzarsi per una scelta di metodo.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Altre forze hanno individuato alcune modalità, talora  populiste (Lega), altre volte dirigiste (Popolo delle Libertà), ma comunque definite e  caratterizzanti.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Il Partito democratico lo ha fatto?</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Non va dimenticato che tale scelta diventa poi anche modalità comunicativa e di presenza. </span></p>
<p><span style="font-size:medium;"><strong>La centralità dinamica dei Circoli</strong></span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Oggi abbiamo la straordinaria occasione di disporre di un periodo di tre anni non contrassegnato da rilevanti appuntamenti elettorali (salvo elezioni anticipate) e questo tempo rappresenta un’opportunità per concretizzare quel “radicamento territoriale” di cui tanto si parla, ma che finora, è stato realizzato solo in parte. </span></p>
<p><span style="font-size:medium;">I Circoli rappresentano il punto di partenza di un progetto volto a valorizzare le nostre realtà locali. </span></p>
<p><span style="font-size:medium;">La presenza di un Circolo è elemento indispensabile nell’ambito di quella “dialettica virtuosa” tra elaborazione politica-culturale e creazione del consenso, che attribuisce ruolo e significato sia al governo provinciale (e non solo) del partito, sia alle sue articolazioni territoriali.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Il Circolo, come riferimento di “base”, non deve essere soltanto (come accade in altri partiti, come ad esempio la Lega, e come talora è stato in vissuti politici del passato) il luogo di ricezione e applicazione della “linea”, ma per noi del Pd è spazio vitale, che deve elaborare idee, sensibilizzare, sostenere iniziative e sviluppare azioni concrete, che possano portare ad occupare spazi di presenza.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">I Circoli, inoltre, devono rappresentare un’occasione di dialogo e confronto con i nostri rappresentanti presenti negli organi amministrativi locali, sia quando siamo in maggioranza, che quando siamo all’opposizione.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;"><strong>La solitudine dei Circoli</strong></span></p>
<p><span style="font-size:medium;">In questi anni si è fatto un lavoro importante che ha permesso di “piantare una bandierina” in oltre 90 comuni sui 104 della nostra provincia. Un buon risultato, ma non sufficiente.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">E’ necessario creare una rete di supporto tra i circoli dei vari territori e fra questi e la struttura provinciale.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">In diverse realtà il singolo coordinatore non è in grado, da solo, di affrontare alcuni temi o sviluppare talune iniziative. Ciò dimostra come sia essenziale poter contare su di una struttura di supporto  in grado di permettere un’azione efficace ed incisiva.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">La presenza di una rete di coordinatori di circolo, oggi per la maggior parte rappresentata da giovani preparati e motivati, rappresenta una ricchezza che deve essere non solo valorizzata, ma incoraggiata e sostenuta.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Per questo è condivisibile la recente modifica del Regolamento Nazionale che prevede una presenza nell’assemblea provinciale di una parte dei coordinatori di circolo.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Ma, ancora una volta,  non basta.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Il partito deve arricchirsi della presenza di figure che sono punti di riferimento sul territorio, come i sindaci. Per questo sarà necessario  prevedere la loro presenza come membri di diritto nella Direzione politica provinciale.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">E’ di fondamentale importanza incrementare ulteriormente i momenti di confronto e di condivisione tra il partito provinciale e i circoli, anche attraverso la costituzione di coordinamenti di zona capaci di sviluppare iniziative di grande interesse.  La collaborazione tra circoli territorialmente vicini, rappresenta un modo per evitare di cadere nella autoreferenzialità, che poco ha a che vedere col senso inclusivo  e aperto che deve avere il PD.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">In sostanza occorre tenere vivo un rapporto tra dirigenza del partito e circoli che sia realmente e virtuosamente dialettico.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;"><strong>Formarsi nel “fare politica”</strong></span></p>
<p><span style="font-size:medium;">In proposito la domanda da porci è questa: come può, chi governa il partito a livello provinciale, far crescere questa sua classe dirigente?</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Credo che si debba abbandonare la logica della “scuola”, che (come vedremo in seguito) può avere invece una sua validità per chi è chiamato a impegnarsi negli enti locali.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">La proposta è quella di rimanere sempre nell’ambito dei percorsi formativi, ma di avviare una modalità diversa e probabilmente più innovativa e fruttuosa.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">L’idea è quella di non separare il momento formativo-conoscitivo da quello formativo-esperienziale.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">In parole povere, per i nostri dirigenti di partito ipotizziamo un impegno in cui la formazione si sposti dal (solo) conoscere al (solo) fare.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Tale scelta impone dei passaggi e degli “investimenti”, che potremmo così riassumere, anche allo scopo di evidenziale la modalità operativa insita in tale opzione:</span></p>
<ul>
<li><span style="font-size:medium;">Creazione 	di un gruppo di sostegno a livello provinciale (molto agile: un 	esperto in eventi formativi, un esperto in dinamiche territoriali, 	un esperto in comunicazione, un esperto in “costruzione di 	eventi”).</span></li>
<li><span style="font-size:medium;">Tale 	gruppo avrà il compito di sostenere e accompagnare tutti quei 	dirigenti che avranno in mente e in proposito di agire politicamente 	nel territorio di riferimento.</span></li>
<li><span style="font-size:medium;">Non si 	tratta soltanto di fornire una “consulenza”, ma di dare vita a 	cammini formativi, che si sviluppino nella sperimentazione concreta, 	più che solo nell’apprendimento.</span></li>
<li><span style="font-size:medium;">Lo 	sforzo dunque è quello di tentare una sintesi tra il sapere e 	il fare. </span></li>
<li><span style="font-size:medium;">Questa 	modalità, inoltre, ha il pregio di offrire unitarietà 	alle iniziative (talora troppo difformi, frammentarie, 	diversificate) territoriali.</span></li>
<li><span style="font-size:medium;">E’ 	importante rafforzare il “marchio” del PD: questo è 	possibile soltanto non frantumandolo, ma irrobustendo identità 	e presenza, senza deviazioni o sbavature.</span></li>
<li><span style="font-size:medium;">E’ 	altresì decisivo rafforzare il ruolo di guida della 	Segreteria provinciale, che deve rivendicare in pieno il proprio 	compito di guida e legittimazione delle varie iniziative. </span></li>
</ul>
<p><span style="font-size:medium;"><strong>Gli amministratori locali </strong></span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Da sempre una buona azione politica locale passa, in buona misura, attraverso il ruolo che svolgono gli amministratori. E’ indispensabile mettere queste persone nelle condizioni di incidere nelle grandi scelte che riguardano i singoli territori. Per fare ciò è necessario formare una classe dirigente che sia in grado di far crescere e motivare non solo gli attuali amministratori, ma soprattutto quelli potenziali.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">In questo senso va pensata e realizzata una “scuola per futuri amministratori”.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Non servono grandi risorse economiche e di certo non mancano le persone che possono mettere a disposizione dei giovani la loro preziosa esperienza. Questa può essere la strada giusta per avvicinare i ragazzi alla politica, anche passando per un loro coinvolgimento nel mondo amministrativo.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;"><strong>Le risorse e i mezzi</strong></span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Anche la disponibilità dei mezzi con cui fare politica è strategica. Non solo le risorse economiche, che ovviamente sono importanti, ma anche la possibilità di usufruire di strutture,  mezzi e materiali di cui il partito provinciale è dotato (stampati, sito internet, manifesti, invio della corrispondenza, costruzione eventi, ecc). </span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Per questo occorrerebbe  trasformare la Segreteria provinciale (anche dal punto di vista logistico) in uno spazio aperto, a sostegno “competente e qualificato” delle articolazioni territoriali del partito.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;"><strong>Gli spazi</strong></span></p>
<p><span style="font-size:medium;">A proposito di sedi, in questi anni molte sono state le sollecitazioni al Provinciale per l’apertura di nuove sedi di rappresentanza del Partito nel territorio.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Pur in considerazione della limitatezza delle risorse, è necessario pensare all’apertura di alcuni spazi che possano diventare, nelle singole zone, un punto di riferimento operativo dei circoli, sulla scorta di quanto avvenuto recentemente a Camposampiero.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Ma anche disporre di numerose sedi non è sufficiente. Di sicuro sono utili, indicano che ci siamo, ma dobbiamo avere il coraggio e la forza di “portarle in piazza”, cioè abbiamo il dovere di affrontare con i cittadini alcuni temi che possono farci ritornare ad essere interlocutori privilegiati di una società sempre più stanca e lontana da chi fa politica.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;"><strong>Nel cuore dei problemi</strong></span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Argomenti come il nucleare, l’acqua, il lavoro, l’economia, la sicurezza sociale, rappresentano solo alcuni dei punti su cui si può intraprendere un dialogo con i cittadini.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Più in generale, quasi a titolo esemplificativo, gli inediti e complessi scenari devono coinvolgerci in riflessioni e azioni politiche in merito a:</span></p>
<ul>
<li><span style="font-size:medium;">l’economia 	e le sue gravi crisi ricorrenti, con pesanti ricadute nel lavoro e 	nel risparmio di tantissimi cittadini;</span></li>
<li><span style="font-size:medium;">l’occupazione 	dei lavoratori dipendenti </span><span style="font-size:medium;"><em>(100.000 	cassintegrati in Veneto, ad aprile 2010!);</em></span><span style="font-size:medium;"> </span></li>
<li><span style="font-size:medium;">la 	stabilità dei lavori tradizionali e di quelli nuovi dei 	giovani; </span></li>
<li><span style="font-size:medium;">la loro 	previdenza futura di fronte alle prospettive così incerte; </span></li>
<li><span style="font-size:medium;">il 	ritorno a investire rilevanti risorse per la scuola, la formazione e 	la conoscenza; </span></li>
<li><span style="font-size:medium;">l’“emergenza 	educativa” che riguarda le nuove generazioni e che coinvolge con 	specifiche responsabilità le famiglie, la scuola, le varie 	agenzie educative;</span></li>
<li><span style="font-size:medium;">il dare 	strumenti concreti ed efficaci ai giovani affinché affrontino 	con iniziative personali e in autonomia progetti di vita e di 	lavoro;</span></li>
<li><span style="font-size:medium;">le 	attuali pensioni dei lavoratori dipendenti e delle pensioni sociali; </span></li>
<li><span style="font-size:medium;">cercare 	di superare la presente frammentarietà e costruire nella 	città capoluogo e nei nostri paesi una nuova coesione sociale 	fatta anche con gli immigrati; </span></li>
<li><span style="font-size:medium;">la 	politica di welfare </span><span style="font-size:medium;"><em>(sanità e servizi 	sociali, lavoro e previdenza)</em></span><span style="font-size:medium;"> che sarà 	basata certamente su minori risorse finanziarie e che perciò 	dovrà dotarsi anche di risorse alternative </span><span style="font-size:medium;"><em>(spesso 	presenti e disponibili nei nostri territori)</em></span><span style="font-size:medium;"> e di criteri innovativi di applicazione da inventare; </span></li>
<li><span style="font-size:medium;">la 	diffusione di una cultura del “limite” nell’uso del nostro 	ambiente; </span></li>
<li><span style="font-size:medium;">le 	forme nuove di energia da sostenere e da attivare con convinzione e 	con coraggio.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-size:medium;">Questi sono indubbiamente temi “globali”, che per molti aspetti attendono ad una dimensione ampia dell’agire politico, ma anche a livello locale non si può prescindere dall’affrontarli, evitando di  rifugiarsi in una castrante dimensione localistica della politica stessa.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Al Partito il compito di dare concretezza territoriale a tali argomentazioni e alle ipotesi di risposta.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;"><strong>Per una sussidiarietà politica nel territorio</strong></span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Parallelamente risulta indispensabile entrare in relazione con i mondi associativi, produttivi e sindacali.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Una politica che abbia a cuore uno sviluppo equilibrato ed armonico della nostra società, non può sottrarsi al confronto ed al dialogo con questi soggetti.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Ecco quindi che su molte questioni che riguardano lo sviluppo futuro della nostra provincia e della città di Padova, il Partito Democratico è chiamato  ad elaborare, scegliere e sostenere progetti strategici che siano adatti allo scopo, in collaborazione e con l’indispensabile supporto degli amministratori locali e dei rappresentanti istituzionali in Regione e Parlamento.</span></p>
<h1><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:medium;"><strong>Il paradigma di Padova</strong></span></span></h1>
<p><span style="font-size:medium;">L’esperienza del Capoluogo può essere indicativo per tracciare alcune linee evolutive di un possibile percorso su cui riflettere soprattutto in merito al “governo” della nostra comunità</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Padova, seppur con alcuni problemi, è una città aperta e dialogante, ricca di iniziative, che ha scelto di non chiudersi nella paura, ma di gestire le nuove sfide che la società complessa ed eterogenea pone.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Padova e altri Comuni hanno cercato di privilegiare il </span><span style="font-size:medium;"><em>“noi”,</em></span><span style="font-size:medium;"> al posto del </span><span style="font-size:medium;"><em>“particolare</em></span><span style="font-size:medium;">”, la cura delle persone e del territorio, l’aver attivato una comune responsabilità per lo sviluppo, l’aver posto l’educazione come cardine della cittadinanza. </span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Il capitale sociale ha lavorato bene assieme, trovando dei punti di raccordo in un patto efficace tra enti pubblici, imprese, reti sociali; mettendo al centro l’idea del futuro da costruire, lo sviluppo complessivo di tutta la comunità.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;"><em><strong>Conoscenza</strong></em></span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Il sistema economico, messo a dura prova dalla crisi globale, ha bisogno di innovazioni radicali. I distretti industriali progrediscono con l’aiuto decisivo delle componenti della </span><span style="font-size:medium;"><em>ricerca e della conoscenza. </em></span><span style="font-size:medium;">Dobbiamo riuscire ad accompagnare le nostre aziende, le nuove economie a dare una risposta di lungo respiro alla crisi presente, dando valore, significato e ricadute operative ai parchi della conoscenza e mettendo assieme gli operatori economici, industriali, artigianali, agricoli e commerciali riuniti nelle loro associazioni e nella Camera dei Commercio e operando in stretto raccordo con i giovani delle scuole superiori distribuite nei vari territori provinciali.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;"><em><strong>Cura</strong></em></span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Il territorio va visto e fruito come risorsa finita, da rigenerare, da riusare, da pensare.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Il prendersi cura: della città, delle relazioni, delle persone, in un nuovo patto educativo per i nostri bambini e ragazzi e di convivenza sociale costruttiva e gratificante.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">La comunità, la cura, il benessere sociale, sono fattori determinanti anche per il benessere economico.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;"><em><strong>Comunità</strong></em></span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Una politica che punti a costruire comunità </span><span style="font-size:medium;"><em>(nei quartieri della città e nei paesi). </em></span><span style="font-size:medium;">Una</span><span style="font-size:medium;"><em> </em></span><span style="font-size:medium;"> rete salda e aperta di relazioni è la misura da rispettare sia nella cura del territorio, sia in quella delle persone, nel welfare. Il sistema pubblico di servizi alla persona si è profondamente modificato di fronte alla frammentarietà, alle divisioni del tessuto sociale, alla carenza di risorse. E’ tempo di attivare un sistema ancora più allargato, un welfare di comunità, che tenta di mettere assieme i servizi sociali</span><span style="font-size:medium;"><em>, </em></span><span style="font-size:medium;"> le reti sociali, i quartieri, le associazioni, il volontariato, il rapporto di vicinato, le parrocchie.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">L’ente pubblico non è più da considerare erogatore di servizi, ma regista </span><span style="font-size:medium;"><em>coordinatore, attivatore</em></span><span style="font-size:medium;"> di risposte possibili</span></p>
<p><span style="font-size:medium;"><em><strong>Capitale sociale</strong></em></span><span style="font-size:medium;"><strong>. </strong></span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Nel </span><span style="font-size:medium;"><em>patto sociale</em></span><span style="font-size:medium;"> da rifondare, questa responsabilità collettiva dell’esser comunità va assunta a tutti i livelli.  Sarà utile operare per una etica della comunità, avendo come obiettivo la valorizzazione del capitale sociale attenta alle famiglie e ai lavoratori, agli immigrati, ai bisogni dei minori e dei giovani, degli anziani, dei disabili.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Lo sforzo a cui noi tutti siamo chiamati è considerevole.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">L’obiettivo è quello di favorire la costruzione di quel “nuovo”  che da più parti  viene spesso evocato e che, per essere veramente tale, ha bisogno di quell’apporto di idee e di lavoro che rappresentano la vera ricchezza di un partito, davvero democratico e aperto, com’è il nostro.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;"> Federico Ossari</span></p>
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